LIFE Lagoon Refresh - In difesa della laguna di Venezia

Published: 25 July 2022
on channel: ISPRA
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http://www.lifelagoonrefresh.eu/

Il progetto Life Lagoon Refresh - Coastal lagoon habitat (1150*) and species recovery by restoring the salt gradient increasing fresh water input - prevede l’immissione di acqua dolce dal Fiume Sile alla Laguna di Venezia, per ripristinare il gradiente salino, ricreare l'habitat a canneto, migliorare l’ambiente lagunare e la sua biodiversità. Il progetto (LIFE16 NAT/IT/000663) gode del contributo finanziario LIFE (2014-2020) e si colloca nell'ambito della Rete Natura 2000. Esso coinvolge come Leader Partner ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) e, in qualità di partner associati, la Direzione Ambiente della Regione del Veneto, l’Università di Venezia – Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per il Veneto – Trentino Alto Adige – Friuli Venezia Giulia ed IPROS Ingegneria Ambientale Srl. Il progetto ha una durata di cinque anni ed è iniziato nel settembre 2017.
Grazie alla realizzazione di un’opera idraulica di connessione tra il fiume Sile e la laguna oggi è garantito un flusso di acqua dolce con una portata media di 1000 l/s, mentre la messa in opera di strutture morfologiche, in materiale prevalentemente biodegradabile, aiuta a rallentare la dispersione d’acqua dolce. Queste azioni hanno permesso la ricreazione del gradiente salino. Infatti, da valori medi annui di salinità superiori a 30 prima degli interventi, la salinità è ora inferiore a 5 in un’area di 5 ha, inferiore a 15 in un’area di 25 ha e inferiore a 25 in un’area di 70 ha.
Nonostante le difficoltà incontrate in questi anni di progetto come l’”Acqua granda” nel 2019 e la pandemia COVID -19 dal 2020, l’acqua del Sile ha iniziato a fluire in laguna alla massima portata da fine febbraio 2021. I monitoraggi hanno rilevato i primi cambiamenti di tutte le componenti biologiche in risposta alla variazione della salinità.
Nei 4 anni e mezzo di monitoraggio sono stati censiti complessivamente più di 32.637 uccelli presenti nell'area di progetto. Le specie rilevate sono 128, di cui 62 riferibili al gruppo degli uccelli acquatici. Dal 2018 ad oggi si è assistito ad un cambio nella composizione e abbondanza di varie specie all’interno della comunità ornitica, segnale tangibile a riprova di effetti conseguenti all’apertura dell’acqua dolce.
Per quanto riguarda il popolamento ittico, a seguito dell’apertura del flusso di acqua dolce, i monitoraggi hanno rilevato un cambiamento qualitativo, soprattutto nelle stazioni più vicine al punto di immissione del fiume Sile, con la comparsa di specie tipiche di aree lagunari a più bassa salinità. Si sta assistendo ad un aumento significativo dell’abbondanza di due specie di interesse conservazionistico, i gobidi Pomatoschistus canestrinii e Knipowitschia panizzae e un aumento marcato delle abbondanze degli stadi giovanili di due specie di mugilidi, Chelon ramada e C. auratus.
Sono stati effettuati trapianti di canneto e fanerogame acquatiche, anche grazie al prezioso coinvolgimento di pescatori amatoriali e frequentatori dell’area, preventivamente formati.
La vegetazione dell’area prossima al punto di immissione sta progressivamente cambiando, favorendo l’accrescimento del canneto che sta diffondendosi sia dai trapianti effettuati nell’ambito del progetto che dai semi prodotti e dispersi dalle stesse piante. Nonostante le tempistiche ancora troppo brevi perché si formino popolazioni compatte, il canneto ha attecchito in tutte le aree con salinità idonea e sta incrementando anche per accrescimento dei rizomi che emettono nuovi getti tutto attorno alle aree di trapianto.
Anche nel caso delle fanerogame acquatiche (Zostera marina, Z. noltei, Ruppia cirrhosa) sono stati osservati ottimi risultati con la formazione di chiazze anche di parecchi metri di diametro per la confluenza di più zolle.
Sia per le specie alofile che per le fanerogame acquatiche è comunque ancora troppo presto per quantificare i risultati. Infatti, come è stato visto dall’esperienza del Life SeResto, i tempi biologici per vedere dei cambiamenti significativi con popolazioni compatte richiedono almeno 3-4 anni dai trapianti.


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